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EP 3073
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Teresa Procaccini
Musica da Camera IV
Improvvisazioni
per violino, viola e violoncello op. 40 (1968) - 8'31" -
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Demo .mp3 - 30 sec. - 600 Kb
Sonata rapsodica
per violoncello e pianoforte op. 8 (1957) - 11'15"-
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Demo .mp3 - 30 sec. - 600 Kb
Nove Preludi
per pianoforte op. 29 (1966) - 12'31"-
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Eagle
per flauto solo op. 103 (1983) - 6'20" -
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Evocazione
per soprano, fagotto e pianoforte op. 57 (1972) - 4'25" -
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Meeting
per 4 sassofoni op. 115 (1988) - 8'53" -
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Air
per soprano, flauto, oboe, fagotto e pianoforte op. 102 (1983) - 8'05" -
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Fantasia
per violino e pianoforte op. 10 (1957) - 9'45" -
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Partitura disponibile
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Demo .mp3 - 30 sec. - 600 Kb
Duo
per violino e viola op. 96 (1982) - 4'18" -
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Partitura disponibile
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Demo .mp3 - 30 sec. - 600 Kb
Trio d'Archi di Roma:
Antonio Salvatore, violino
Paolo Centurioni, viola
Mario Centurione, violoncello
Giorgio Ravenna, violoncello
Teresa Procaccini, pianoforte
Margherita Traversa, pianoforte
Georgeta Stoleriu, soprano
Dorel Baicu, flauto
Dorin Gliga, oboe
Pavel Ionescu, fagotto
Mihai Ungureanu, pianoforte
Quartetto di Sassofoni Accademia:
Gaetano Di Bacco, sax soprano
Enzo Filippetti, sax contralto
Giuseppe Berardini, sax tenore
Fabrizio Paoletti, sax baritono
Edizioni Edipan
CD PAN 3073 -
prezzo 15.00 Euro
-
Note al disco
Settimo degli 8 CD dedicati alla mia musica sinfonica, sacra e da camera che la Casa discografica Edi-Pan sta man mano pubblicando, questo CD contiene 9 composizioni da camera di vario organico scritte tra il 1957, (anno in cui, allieva del Conservatorio "S. Cecilia" di Roma, frequentavo il 9° anno di Composizione) e il 1988. Per illustrare i vari brani mi servirò spesso dei giudizi espressi da noti musicologi.
Dice
Renato Chiesa:
"Per un compositore poliedrico come Teresa Procaccini la musica da camera resta un campo di elezione, nei confronti della produzione operistica e di quella sinfonica. Fuori da ogni equivoco e da ogni alibi letterario, come da spessori timbrici e da masse, il mondo cameristico è per sua natura più trasparente, più indifeso, soprattutto se il musicista si chiama Procaccini, saldamente ancorato ai valori formali classici e ad un equilibrio irrinunciabile anche in quei casi in cui le spinte eversive del linguaggio contemporaneo si fanno più insinuanti, senza diventare mai esclusive.I parametri della sua musica infatti non si discostano da quelli più consacrati della doppia dimensione lineare e accordale, e quindi da un impianto tematico sempre presente, che il ritmo, e più raramente il timbro, sembrano di rado porre in secondaria posizione. La musica di Teresa Procaccini è tutta, e quindi non solo quella cameristica, di immediata presa sull'ascoltatore: aliena da tentazioni solipsistiche, essa è sempre coinvolgente senza diventare plateale, e si affranca da ogni luccichio esteriore per la solidità della sua costruzione".
Il disco ci conduce attraverso 9 pezzi, nel processo evolutivo da me compiuto in trent'anni: dalla
Sonata rapsodica
per violoncello e pianoforte op. 8 (1957) a
Meeting
per 4 sassofoni op. 115 (1988). L'ordine d'incisione nel CD non è però quello "anagrafìco" dei pezzi. Il primo: IMPROVVISAZIONI per violino, viola e violoncello op. 40 (1968), lo scrissi per un trio lombardo il quale, ancor prima che avessi finito di comporlo, si sciolse. Pur tuttavia sono grata a questo "ensemble fantasma", perché, senza la sua sollecitazione, non avrei scritto un lavoro al quale tengo molto per l'atmosfera gioiosa che lo anima.
Suddiviso in due parti:
Improvvisazione
1° (nei tempi allegro vivace - scherzando -allegro vivace costruita nella forma a-b-a) è caratterizzata da un tema ritmico e bizzarro esposto dal violino e ripreso continuamente dagli altri strumenti. A questo si contrappone un tema pizzicato del violoncello che passa man mano agli altri strumenti. Segue un tema più moderato (scherzando) e la ripresa del 1° tema, esposto questa volta da viola e violoncello, mentre il violino esegue il tema pizzicato. La
Improvvisazione
II° si apre con un breve largo intenso e caldo seguito da un tema spiritoso e spensierato sul quale è costruito tutto il brano finale.
Del 1957 è la SONATA RAPSODICA per violoncello e pianoforte op. 8 sulla quale il critico
Cesare Casellato
così si esprime: "lavoro giovanile che riporta al grande sonatismo tardo-romantico, rivisitato in senso moderno. Il carattere "rapsodico" è proprio del primo movimento, le cui tre sezioni adagio, andante, presto si susseguono senza soluzione di continuità. Atteggiamenti recitativo-meditativi si alternano ad altri dialettico-concertanti, con ardite impennate melodiche e frizzanti animazioni ritmiche. L'allegro vivace conclusivo, ricco di ottimistica "verve", sprigiona un senso di euforia tutta italiana che è una cifra della musicalità dell'autrice".
Al pianoforte solo sono destinati i NOVE PRELUDI op. 29 (1966). Fogli d'album che allineano alcune possibilità dello strumento, timbriche, contrappuntistiche e percussive, in una sequenza che acquista senso compiuto in raccolta unica. In seguito, ad ogni preludio fu aggiunto il nome di un volatile il cui abbinamento fu suggerito dal carattere di ciascun brano. L'idea di aggiungerli venne ad un mio collaboratore - Nico Parziale - al quale l'ascolto dei Nove Preludi ispirò una storia: "
Zeffirino e gli uccelli
" per l'eventuale esecuzione destinata ai bambini.
È ancora
Renato Chiesa
a parlarci delle quattro composizioni che seguono:
"EAGLE per flauto solo op. 103 (1983) è una libera invenzione fantasiosa che alterna, nel suo movimento continuo, momenti drammatici ad altri più vivaci e ad altri ancora più meditativi. Parte da minime distanze intervallari per conquistare, nelle prime battute, l'intero totale cromatico, ma gl'intendimenti compositivi non sono di natura seriale, pur trovandosi nella articolazione linguistica una consequenzialità che potrebbe farlo pensare, in qualche momento. Il materiale tematico subisce un continuo lavoro di variazione, anche dinamica e nella seconda metà della composizione, trova evasioni imprevedibili, dai giochi minimalisti ai guizzi luminosi, per acquetarsi infine nella zona acuta dello strumento.
Al 1972 appartiene EVOCAZIONE vocalizzo per soprano, fagotto e pianoforte op. 57. Nella musica vocale da camera le predilezioni della compositrice vanno alla voce nella sua purezza, cioè senza testo, come avviene appunto in EVOCAZIONE. Pensato inizialmente per due voci (soprano e contralto) con pianoforte, qui invece la seconda voce è quella del fagotto, che conferisce al clima del pezzo un carattere indefinito di nostalgia nel prezioso alternarsi delle linee e nel loro rincorrersi imitativo fino alle ultime battute, quando soprano e strumento, con effetto d'eco, cantano insieme, come allontanandosi, un breve frammento ascendente in sincronie di quinte vuote parallele.
MEETING per 4 sassofoni op. 115 (1988), scritto per il Quartetto di Sassofonia Accademia è articolato internamente in vari momenti di diverso carattere: dalle fasi elegia-che dell'andante espressivo, ai ritmi coloriti del prestissimo, al finale concepito con un sapiente lavoro di piccole trasformazioni agogiche e dinamiche verso una soluzione d'effetto.
Anche AIR per soprano, flauto, oboe, fagotto e pianoforte op. 102 (1983) utilizza la voce come vocalizzo ed ha due versioni. La prima per soprano, clarinetto e pianoforte -la seconda con l'organico sopra indicato. In un unico tempo (andantino), da una partenza misteriosa dentro un ambito intervallare minimo (tra flauto e fagotto), la voce porta con sé un fascino sottile. L'insieme è di una espressività rarefatta, indefinita, resa vaga dal sovrapporsi di lunghi pedali e movimenti semitonali che via via si aprono in volute più ampie di un respiro nuovo. Ponte di passaggio alla seconda parte è una zona molto intensa affidata alla sola voce; la conclusione riprende, come residuo formale classico, la situazione iniziale, in un recuperato alone di poesia".
La FANTASIA per violino e pianoforte op. 10 (1957) è l'unico lavoro per violino che ho scritto sin'ora e, pur essendo un lavoro giovanile, lascia già intravedere le caratteristiche proprie del mio stile che si affermeranno negli anni seguenti: la costruzione di una forma di largo respiro, l'accurata ricerca di una semplicità più apparente che reale che consenta a chiunque di penetrare con immediatezza nello spirito della composizione, la linea melodica sempre predominante che si alterna ad elementi ritmici scattanti, contribuiscono a formare un discorso melodico-ritmico-armonico-atonale, solidamente costruito, chiaro e spontaneo.
La FANTASIA si apre con una introduzione lenta a cui segue un allegro vivo con un tema di sapore bartokiano a cui si contrappone un secondo tema misterioso ed evocativo eseguito dal violino con sordina. Su questi tre elementi è costruito tutto il lavoro. In occasione di una esecuzione a Berlino di qualche anno fa, il critico musicale del quotidiano DER TAGES-SPIEGEL scrisse: "L'opera più significativa del programma era senza dubbio la Fantasia per violino e pianoforte dell'italiana Teresa Procaccini che, dopo una introduzione lenta molto pregnante ed espressiva, prosegue con caratteristici temi danzanti nei quali la cantabilità italiana viene espressa in maniera autentica e nel linguaggio musicale del nostro tempo".
Per ultimo un breve lavoro: DUO per violino e viola op. 96 (1982), costruito su temi brillanti e nervosi che mettono in risalto le peculiarità degli strumenti impegnati a contrapporsi e a scambiarsi i ruoli in un susseguirsi di atteggiamenti maliziosi, comici e spigolosi: un vero "divertimento" nel senso letterale del termine...
Teresa Procaccini
Teresa Procaccini e’ autrice di una vasta produzione (circa 200 lavori) che comprende balletti, opere liriche, sinfoniche, da camera, per banda, symphonic band e didattiche, eseguite in Italia e all’estero.
Diplomata in pianoforte, organo (con Fernando Germani) e composizione (con Virgilio Mortari), ha diretto nel 1971 e1972 il Conservatorio di Foggia e sino al 2001 ha insegnato composizione al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma.
Premiata in concorsi nazionali e internazionali, ha tenuto corsi di perfezionamento presso il Festival di Città di Castello, l’Accademia “Respighi” di Assisi, gli “Internationalen Meisterkursen” di Duren (Germania), l’Estate musicale frentana di Lanciano.
Le sue composizioni sono edite da Sonzogno, Zanibon, Edipan, Carisch, Bongiovanni, Curci, Leduc, Seesaw, Rugginenti, Scomegna, Pizzicato Helvetia, Berbén, Wicky, Carrara.
Notevole la produzione musicale per ragazzi (operine didascaliche, fiabe musicali con voce recitante, musiche per coro di voci bianche,pezzi per giovani strumentisti (archi, fiati, percussione) e volumi didattici (con musicassette allegate) editi da A.Armando e Gulliver.
Ha scritto commenti musicali per lavori teatrali e cartoni animati per la RAI. Quasi tutte le sue composizioni sono incise su dischi Edipan, Bongiovanni, Edizioni Paline, Electrecord di Bucarest, Rugginenti, Grammophon AB BIS di Stoccolma, Nuova Era Records, Scomegna, Altarus e Crystal Records (U.S,A), Lira classica M.A.P.
Si è anche dedicata con successo all’organizzazione di concerti e dal 1972 è direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica di Foggia e consulente di varie associazioni musicali in Italia, Ha ideato la Rassegna itinerante “Compositrici di ieri e di oggi”.
E’ spesso invitata a far parte (quale Presidente o componente) di Giurìe di concorsi nazionali e internazionali e come relatore di Convegni musicologici.
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