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PAN 3088
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AA.VV.
Sauro Berti
,
clarinetto
-
Naomi Fujiya
,
pianoforte
SUGGESTIONS
musiche di LUDWIG van BEETHOVEN, CLAUDE DEBUSSY, TERESA PROCACCINI, JULES SEMLER-COLLERY, ROBERT SCHUMANN, GIROLAMO SALIERI
Edizioni Edipan
CD PAN 3088 -
prezzo 15.00 Euro
-
Titoli
LUDWIG van BEETHOVEN
Sieben Variationen - 9’57”
(uber das Thema “Bei Männern, welche Liebe fühlen” aus Mozarts Oper “Die Zauberflote”)
per corno di bassetto e pianoforte
CLAUDE DEBUSSY
Petite Pièce - 1’52”
per clarinetto e pianoforte
TERESA PROCACCINI
Suggestions - 6’16”
per clarinetto basso e pianoforte op. 113
JULES SEMLER-COLLERY
Légend et Divertissement
per clarinetto basso e pianoforte
ROBERT SCHUMANN
Fantasiestücke op. 73
per clarinetto e pianoforte
GIROLAMO SALIERI
Introduzione, Tema con Variazioni - 11’17”
per corno di bassetto e pianoforte
ROBERT SCHUMANN
Adagio e Allegro op. 70 - 8’39”
per clarinetto basso e pianoforte
TERESA PROCACCINI
Tre Pezzi
per clarinetto basso e pianoforte op. 125
Note al disco
La Casa editrice EDI-PAN presenta un interessante CD che colma una lacuna discografica. Sappiamo, infatti, quanto siano poco presenti nei cataloghi delle Case discografiche, strumenti quali il clarinetto basso e il corno di bassetto; per questo l’itinerario musicale, ideato dal Duo Berti-Fujiya, costituisce un’assoluta novità, oltre che per gli strumenti impiegati, anche per la scelta delle musiche di autori dalla fine del ‘700 ai giorni nostri, con cinque pezzi originali e tre trascrizioni curate dallo stesso Duo.
Ludwig van Beethoven (1770-1827), con le SIEBEN VARIATIONEN su Tema “BeiMännern, welche Liebe fühlen” da “Il Flauto Magico” di W.A.Mozart, apre questo CD. L’ originale per violoncello e pianoforte è stato trascritto per corno di bassetto in una tonalità più adatta a questo strumento. Queste deliziose variazioni furono composte a 31 anni. In esse si percepisce che la musica e la storia de “Il Flauto Magico” avevano particolarmente affascinato e ispirato Beethoven. Attraverso l’espressivo dialogare degli strumenti, ogni variazione sembra esprimere un intimo stato d’animo a volte melanconico, struggente o determinato. La trascrizione per corno di bassetto riveste dinuova luce questo pezzo, che si caratterizza anche per l’impegnativa parte pianistica.
Tutt’altra atmosfera pervade PETITE PIÈCE, brevissimo e delicato pezzo per clarinetto e pianoforte di Claude Debussy (1862-1918), composto per un esame al Conservatorio di Parigi nel 1910. Peccato che un lavoro tanto gradevole sia così breve!
Segue un brano per clarinetto basso e pianoforte di Teresa Procaccini (1934):SUGGESTIONS op. 113 (1987) che si caratterizza per un gioco frammentato di piccole cellule ritmiche spiritose e meditative che animano il pezzo, preceduto da una lenta cadenza espressiva del clarinetto basso. Sono questi i due elementi sui quali è costruitotutto il brano e che vengono ripresi sino alla fine con serrato dinamismo.
LÉGEND ET DIVERTISSEMENT per clarinetto basso e pianoforte di Jules Semler-Collery (1902-1988) è un pezzo virtuosistico, molto gradevole, ben scritto e di grande effetto. Compositore, direttore d’orchestra e docente, Semler-Collery, pur se vissuto nel‘900, scrive in uno stile che non ha risentito dei cambiamenti avvenuti nel secolo scorso. A giudicare almeno da questo brano, che offre comunque l’opportunità di ascoltare uno strumento inusuale come il clarinetto basso, l’autore appare legato agl’insegnamenti ricevuti in gioventù dai suoi maestri D’Indy e Vidal.
FANTASIESTÜCKE op. 73 di Robert Schumann (1810-1856) per clarinetto e pianoforte,è uno dei lavori più significativi nella produzione cameristica di quest’autore di cui, quest’anno, ricorre il 200° anniversario della nascita. Caratterizzati dalla differente atmosfera, i tre pezzi sono unificati sia dalla tonalità, che alterna il La minore al La maggiore, che dall’indicazione dell’autore di eseguirli senza interruzioni. Nel primo pezzo - un canto senza parole - il clarinetto dispiega una romantica melodia supportata da un costante accompagnamento di terzine al pianoforte. Nel secondo, un Intermezzo, una gioiosa melodia viene giocata tra i due strumenti. Segue una sezione centrale in Famaggiore e il ritorno alla prima idea che si conclude con un’elegante Coda. Nel terzo pezzo - veloce e con fuoco- predomina il pianoforte a cui fa riscontro un’animata melodia del clarinetto. Dopo una breve sezione centrale, riprende la prima parte chechiude con una lunga Coda.
INTRODUZIONE, TEMA CON VARIAZIONI per corno di bassetto e pianoforte di Girolamo Salieri (1794-1838), autore poco noto e clarinettista, nipote e allievo del più famoso Antonio, contemporaneo di Mozart. La Partitura originale, presente nella Biblioteca del Conservatorio di Milano, è per corno di bassetto e archi, sopra un Tema dell’Opera “I Crociati a Tolemaide” di Giovanni Pacini. La finalità di questo lavoro è certamente quella di mettere in risalto le varie possibilità tecniche ed espressive dello strumento. Obiettivo raggiunto attraverso l’evolversi sempre più virtuosistico della piacevole serie di variazioni.
Ancora di Robert Schumann, ADAGIO E ALLEGRO op. 70 per clarinetto basso e pianoforte, trascritto dall’originale per corno. Il 1849 fu per Schumann l’anno più produttivo per numero di composizioni e varietà di organici con pezzi corali, per pianoforte, per canto, per strumento solista con pianoforte e per orchestra. Uno degli obiettivi di Schumann in quel periodo era creare pezzi adatti anche ad esecutori dilettantiche si riunivano nelle case private per far musica; da qui il nome di Hausmusik. Questo pezzo è uno di questi ed è originale per corno, poi Schumann ne fece due versioni per violino o violoncello. L’Adagio si sviluppa in liriche, suggestive frasi che vanno dal clarinetto basso al pianoforte, mentre l’Allegro, un Rondò, dopo una vigorosa prima sezione, alterna episodi romantici a ritmiche melodie derivate dall’Adagio.
Il CD chiude con TRE PEZZI per clarinetto basso e pianoforte op. 125 (1990) di Teresa Procaccini, versione dell’omonimo lavoro per fagotto e pianoforte. E’ una registrazione live in prima esecuzione mondiale, realizzata al Clarinet Festival 2008 di Tokyo. Un critico presente al concerto così si è espresso: “Questo lavoro evidenzia una matura destrezza di scrittura, gia nel presto iniziale, dalla scanzonata bonomia; musica fresca con un che di giocoso, ironico e beffeggiante. L’andante è come intersecato da serene sospensioni melodiche che contrastano con il fluente allegro finale, costruito su una sorta di perpetuum mobile del pianoforte. Scorrevole e vivace, pervaso da una grande vitalità, il brano spira una cordiale ironia cui concorre anche il timbro del clarinetto basso, lanciato in piroette ed in movimenti melodici disarticolati”.
Teresa Procaccini
NAOMI FUJIYA, laureata in pianoforte all’Università Otani di Sapporo nel 1999 e in seguito perfezionata con il M° Luigi Mostacci, si è diplomata con il massimo dei voti e lode nel 2005 all’Accademia Musicale Estense con il M° Oliver Kern e nel 2008 al Corso Triennale dell’Accademia Musicale Pescarese con il M° Bruno Mezzena con il quale sta continuando uno speciale corso sulla musica del novecento. Nel 2005 ha eseguito il secondo Concerto di S.Rachmaninoff diretta dal M° Michele Mariotti e nel 2008 il primo Concerto per pianoforte di S.Prokofiev con il M° Yoici Sughiyama. Vincitrice di diversi concorsi internazionali è attiva come solista e in diverse formazioni cameristiche.
SAURO BERTI, clarinetto basso del Teatro dell’Opera di Roma, ha collaborato con le più importanti orchestre italiane (Orchestra della Filarmonica e del Teatro alla Scala diMilano, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Maggio Musicale Fiorentino ecc.) e la Royal Scottish National Orchestra dirette da G.Prêtre, G.Sinopoli, M.W.Chung, W.Sawallisch, V.Gergiev, L.Maazel, R.Muti, P.Boulez e Z.Metha; partecipando a registrazioni per Sony, Fonit Cetra, Bongiovanni, riprese radio-televisive RAI e Rete 4 e l’esecuzione in DVD della Serenata “Gran Partita” di Mozart con l'Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti. La sua intensa attività didattica include diversi corsi e masterclass in Italia e all'estero e nel 2007 ha pubblicato “Venti Studi per Clarinetto Basso e Corno di Bassetto” (ed. Suvini Zerboni). Nel 2009 si è diplomato in direzione d'orchestra con Donato Renzetti presso l'Accademia Musicale Pescarese.
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