Adriano Banchieri, l'« enfant terrible » della polifonia italiana, ci ha dato con la « Barca di Venetia per Padova » un'opera che è un capolavoro tanto dal punto di vista dello spirito e della vivacità del testo e del soggetto che da quello della tecnica e delle « trovate » musicali. L'autore immagina che su questa barca si trovino personaggi di varie parti d'Italia, oltre ad un tedesco, che parlano ciascuno il proprio dialetto e che sono, anche dal punto di vista del carattere, discretamente differenziati. Ci viene in mente il Chaucer dei « Racconti di Canterbury »: certo, il nostro poeta non è di così grande levatura, ma ciò è ampiamente compensato dalla ricchezza e dalla varietà delle idee musicali, che mostrano la sua inesauribile fantasia. Perfino nel titolo il Banchieri non ci risparmia una botta di spirito: trattandosi di una seconda edizione (non abbiamo potuto servirci della prima perché non ne esiste, a nostra conoscenza, una copia completa) egli afferma che la sua « Barca » è stata « nuovamente stoppata e impegolata ». Dallo stesso titolo risulta anche che la parte dello Spinetto (o Chitarrone) è stata aggiunta appunto in questa "seconda edizione". L'opera consta di venti madrigali a cinque voci (Canto I, Canto II, Alto, Tenore e Basso). A ciascuno di essi preposto un « argomento » che si trova scritto in testa parte dello Spinette...(segue) Elio Piattelli | |