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Ariosti, Attilio

Collection of Lessons for the viol d'amore

da "Sei Sonate per viola d'Amore, violino o viola"

Fascicolo I - Sonate n. 1 e 2
versione per viola e clavicembalo (o pianoforte)

Revisione, realizzazione e trascrizione di Renzo Sabatini

Collana "Musiche Vocali e Strumentali Sacre e Profane Sec. XVII - XVIII - XIX"


Edizioni De Santis
DS 981 - 39 pag. - prezzo 16.00 Euro -

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Attilio Ariosti - Collection of Lessons for the viol d'amore
Scheda
CENNI ILLUSTRATIVI

Nel 1728 fu pubblicata da Attilio Ariosti (Bologna 1666-1740, Spagna?) l'Opera dal titolo: "6 Cantatasand a collection of Lessons for the Viol d'Amore .
Tutti gli storici hanno citato tale Opera, da Hawkins all'Eitner, al Gerber, al Gaspari, per parlare solo dei principali.
Le Sei Lezioni per viola d'amore furono a più riprese ristampate per lo strumento originale e nelle trascrizioni per violoncello, violino e viola.
Si è formata così un'aureola di celebrità, giustamente poichè le Lezioni sono di autentica genuina bellezza, e il nome di Ariosti è oggi solo ad esse legato pure essendo autore di una cospicua produzione comprendente Oratori, Opere teatrali. Balletti, Arie, Cantate, ancora completamente ignorate.
Le 4 copie esistenti e conosciute oggi, citate dall'Eitner sono, secondo lo stesso Eitner, senza frontespizio, tuttavia l'intestazione dell'Opera dell'Ariosti si riferisce in tutte le fonti bibliografiche antiche e moderne alla Viola d'Amore.
Abbiamo tratto la nostra revisione dalla copia giacente nella Biblioteca Comunale, annessa al Conservatorio di Musica G. B. Martini di Bologna.
In essa vi è l'iscrizione autografa del Gaspari (Bologna, 1807-1881).
Nel capitolo rivolto "Al lettore" Ariosti spiega chiaramente la scelta del titolo Lezioni, invece di Sonate, e lo scopo didattico propostosi; quello di dare ai violinisti, desiderosi di apprendere la Viola d'amore, la possibilità di avvicinarsi gradualmente a questo strumento attraverso uno studio preliminare sul violino "scordato".
Usando un termine che non compare nelle parole di Ariosti ma notissimo, si chiamava violino "scordato" quello in cui l'accordatura non era normale, per quinte, dal Mi al Sol, ma seguiva fra corda e corda intervalli inusitati.
Ad ogni Lezione-Sonata è precisata una diversa scordatura, secondo la tonalità. Una volta assimilatoil brano sul violino, lo strumentista passava all'esatta ripetizione sulla Viola d'amore dove le prime 4 corde corrispondevano esattamente a quelle del violino scordato.
Le due o tre corde in più che si trovavano sulla Viola d'Amore (secondo la montatura di essa, che comprendeva a volte sei, a volte sette corde, situate nel registro inferiore), non producevano alcun ostacolo poichè venivano suonate a vuoto negli accordi pieni ... (segue)

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